Croce Rossa Italiana - Comitato di Pisa


Migranti, promosso l’ex Cottolengo

Super affollato ma dotato di servizi adeguati ed efficienti secondo la commissione d’inchiesta

Cottolengo

SAN GIULIANO TERME. Lo hanno trovato decisamente super affollato (in quel giorno erano presenti 217 ospiti, a fronte di una capienza fissata in 180), ma per il resto non sono emerse tutte quelle criticità che sono invece venute fuori ed “esplose” nel corso delle visite alla stragrande maggioranza delle strutture italiane.
L’ex Cottolengo di San Giuliano Terme, da tempo adibito dalla Croce Rossa a centro d’accoglienza dei migranti, è stato promosso a pieni voti dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione ed espulsione, nonché sulle condizioni di trattamento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate. Il sopralluogo dell’organismo presieduto dal deputato pisano del Pd Federico Gelli risale al 20 febbraio e il verbale redatto in seguito all’ispezione di quel giorno evidenzia quanto il centro sangiulianese di via San Jacopo possa e debba essere considerato un modello per l’organizzazione del sistema d’accoglienza voluto a livello centrale.

«La struttura, grazie alla sua capacità organizzativa, svolge - si legge nella relazione - il ruolo di hub per la provincia. La presa in carico dei migranti viene richiesta dalla Prefettura e avviene direttamente in autostrada; i migranti, provenienti, spesso, direttamente dallo sbarco o da altre strutture che vengono alleggerite, arrivano con il fotosegnalamento già effettuato, verosimilmente, per ingresso illegale sul territorio nazionale ed in possesso di un certificato medico cumulativo».


Il giorno della visita nel centro erano presenti 217 migranti (di cui il 30% di origine pachistana ed il 70% proveniente dal Corno d’Africa) più ulteriori 7 stranieri, neo arrivati, peraltro già assegnati ad altre strutture.
«Il centro, un ex convento, ove permangono immagini sacre rispettate da tutti gli ospiti, appare ben gestito - si riporta nel verbale di sopralluogo - e in buone condizioni sia igieniche che strutturali. È dotato di un sistema di video-sorveglianza, visionabile anche da remoto, nonché di wi-fi free in tutta l’area. È offerta, altresì, in convenzione con Vodafone, la possibilità di effettuare telefonate all’estero, con un sistema di tracciabilità delle chiamate. Gli alloggi dislocati nella struttura, che, peraltro, ha offerto ospitalità anche ad un cittadino italiano originario di Pisa che versava in gravissime condizioni economiche con il proprio nucleo familiare, sono risultati in ordine e ben tenuti, con servizi igienici al piano. Ogni fase della giornata è scandita da precisi compiti affidati ai migranti stessi, ai quali compete la pulizia quotidiana sia degli spazi comuni che di quelli privati degli alloggi. Gli ospiti, oltre a curare le pulizie quotidiane del centro, effettuano, sotto la supervisione di un operatore della Croce Rossa, anche interventi di piccola manutenzione, come, ad esempio, imbiancare le pareti o verniciare porte e finestre. Tali attività, a detta dei responsabili del centro, hanno determinato un continuo miglioramento della struttura facendo, allo stesso tempo, sentire gli ospiti parte integrante del sistema di accoglienza. Seguendo questo spirito, la Croce Rossa ha stipulato, con i Comuni di San Giuliano e Pisa, degli accordi per consentire agli ospiti, su base volontaria, di svolgere dei servizi di piccola manutenzione a favore delle comunità che li accolgono. Grazie a questa iniziativa sono stati effettuati degli interventi di manutenzione del verde pubblico, con riverniciatura e pulitura delle panchine, che hanno incontrato il plauso della cittadinanza, determinando negli immigrati la volontà di rendersi ancora più disponibili. Recentemente l’offerta di assistenza da parte dei migranti è stata ampliata verso il settore “turistico”, ad esempio agevolando le persone non normodotate nell’accedere alla visita alle mura medievali della città. Un discreto numero di migranti, in attesa della definizione del procedimento di riconoscimento dello status di rifugiato, ha potuto partecipare, grazie all’impegno della Croce Rossa, a corsi di formazione per la protezione civile».


La direzione del centro, nell’esporre le progettualità future alla commissione guidata dall’onorevole Gelli, ha riferito che alcuni dei migranti hanno frequentato il corso base di certificazione Haccp per il trattamento e la distribuzione di generi alimentari che consentirebbe di impiegare gli ospiti stessi nella preparazione dei pasti, attualmente affidata ad un servizio di catering esterno. «Il momento della fruizione del pasto - si fa notare nella relazione - è una fase molto importante sia della giornata che, più in generale, del clima che si instaura all’interno del centro. La direzione, in proposito, ha vietato, salvo in casi eccezionali di indisposizione, di trasportare il cibo all’interno degli alloggi, potenziando il valore aggregante della condivisione del pasto. Per il futuro è prevista la riattivazione, dopo dei lavori di adeguamento, di una cucina interna già esistente».
Nella struttura sono impiegati 6 operatori (4 della Croce Rossa e 2 lavoratori interinali). All’arrivo, ai migranti viene consegnato un tesserino di riconoscimento per poter accedere ai servizi del centro. Contestualmente gli estremi del migrante sono inseriti in un sistema informatico, completamente ideato dalla direzione del centro e messo a disposizione di questura e prefettura, unitamente a ogni utile informazione sia sanitaria che giuridica, che permette la ricostruzione della storia del migrante (data di sbarco, ingresso alla struttura, cure mediche, compilazione del modello C3, appuntamenti vall’ufficio Immigrazione della questura o alla commissione territoriale competente). Infine, è stato verificato che l’assistenza giuridica è stata affidata ad avvocati che operano, a titolo di volontariato, in supporto della Croce Rossa.

Cristiano Marcacci

Il Tirreno

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