Croce Rossa Italiana - Comitato di Pisa

Da Navacchio al Bangladesh, Matteoni rappresenterà l’Italia
La crocerossina in missione. "Donarsi senza improvvisazione"

Pisa, 1° novembre 2017 - Iraq, Sri Lanka, Tunisia, Haiti, Albania e, adesso, anche Bangladesh. E’ partita venerdì per la missione della federazione internazionale di Cri (di cui è vicepresidente per la sezione pisana e ispettrice regionale per le crocerossine) e Mezzaluna Rossa. Oltre 500.000 persone, da agosto, hanno attraversato il confine Myanmar-Bangladesh, fuggendo dalla violenza nelle aree settentrionali dello stato di Rakhine. La maggior parte sono donne e bambini che vivono in insediamenti improvvisati, «in condizioni disastrose», si legge nel sito nazionale dell’associazione. In migliaia sono senza acqua, cibo e un posto dove dormire.

 

Anna Matteoni

 

Anna Matteoni, pisana doc, la famiglia è originaria del quartiere San Martino, lei ora risiede a Navacchio, «donna dell’anno» nel 2012 per Palazzo Gambacorti, un impegno nel volontariato fin da ragazza, si trova là da cinque giorni. «Ho cominciato come scout nell’Agesci: facevo servizi a Lourdes dove ho conosciuto la Croce Rossa in cui sono entrata nel 1988 quando ho affrontato il primo corso. Non ho più smesso», ha raccontato a «La Nazione» tempo fa. «Nella prima fase mi sono occupata della parte sanitaria, poi sono passata all’emergenza». E sono arrivati i viaggi. «Ho vissuto i terremoti in Umbria, Abruzzo, Emilia Romagna, le alluvioni, ma anche gli sbarchi a Lampedusa». All’estero, ha girato numerosi paesi, raccogliendo tante storie di vita e portandole poi in patria. Poi, però, è sempre tornata nella sua Pisa. «E’ piccola e a misura d’uomo, ma c’è tutto. Ci si può muovere liberamente e, al tempo stesso, gli stimoli sotto molti punti di vista sono numerosi». E anche nella vita si dedica agli altri. E’ infermiera nel laboratorio di Emodinamica di Cisanello. «Un impiego, anche questo, che mi dà la possibilità di uscire dall’Italia».

In questi giorni, un altro viaggio. E’ di giovedì, all’una di notte, il giorno prima di prendere l’aereo in direzione Bangladesh, l’ultimo post affidato a Facebook. «L’emozione non è solo espressione personale, a volte te la trasmettono le persone semplicemente con la condivisione della propria...». Il primo giorno di lavoro a Cox’s Bazar è cominciato sotto la pioggia. Una vita in cammino. «Ho iniziato a 13 anni, con un borsa studio in Inghilterra, poi a 18 anni l’interrail», aveva aggiunto nell’intervista rilasciata al giornale qualche anno fa. In Bangladesh sarà a supporto della missione per la crisi umanitaria. Per l’Italia con lei ci sarà un’altra volontaria medico Cri. Il messaggio che le piace lasciare ai giovani. «Il segreto sta nel donarsi con consapevoleza e di fare un lavoro essendo specializzati. Non ci si improvvisa. Le istituzioni che sono preposte, ahimé, spesso non sono così preparate». Un impegno nel quale rappresenterà non solo Pisa ma il Paese intero. Proprio per questo, il presidente Antonio Cerrai le invia «i più calorosi saluti e l’augurio di poter svolgere un servizio sereno».

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