Croce Rossa Italiana - Comitato di Pisa

Croce Rossa Italiana - Comitato di pisa

Anche quest’ anno dal 18 al 24 giugno 2018 Il Comitato di Pisa, con i suoi volontari, si è ritrovato, insieme a tanti altri provenienti da tanti Comitati d’Italia e da tutto il mondo, in quei luoghi che ispirarono a Henry Dunant, quell’idea di CROCE ROSSA, che ha attraversato indenne un secolo e mezzo, restando inalterata nei valori e in quei sette principi che fanno da faro di tutte le missioni umanitarie e nelle attività CRI di tutti i giorni.


“Solferino 2018” non è stata solo festa, ma anche un’opportunità di formazione, di incontro e di cultura per le migliaia di volontari provenienti dalle Società Nazionali di tutto il mondo.
E poi sabato 23 giugno c’è stata la tradizionale fiaccolata da Solferino a Castiglione delle Stiviere, dove migliaia di volontari con gli occhi più lucenti delle loro fiaccole, hanno attraversato quel percorso che si snoda a serpente per 8 chilometri, ripercorrendo simbolicamente il tragitto di quei soccorritori che trasportarono i migliaia di feriti dai campi di battaglia fino al primo avamposto medico che è oggi sede del Museo della Croce Rossa Internazionale).


E’ stato un viaggio all’interno e verso la magia, dove si è respirato profumo di storia, la nostra storia! Meraviglioso durante il percorso, a volte un pochino difficile visto i numerosi tratti in salita, le parole e gli applausi di incoraggiamento di tutte le persone del posto. Ci siamo commossi dell’ospitalità di donne, giovani e anziane che durante il percorso, con un cesto pieno di dolcini e caramelle, hanno rinnovato ancora e ancora, quel senso di umanità e di desiderio di alleviare le fatiche, come se quelle grandi donne di tempi lontani lo avessero, di generazione in generazione, lasciato in eredità.

Letizia Nicita

 

Solferino2018

 


Diario di una volontaria piccola piccola

 Da quando sono diventata volontaria di Croce Rossa (e non è tanto), ho sempre sentito la parola “Solferino”. Nella mia mente tutto ciò che mi suscitava erano dei lontani e confusi ricordi delle lezioni di storia delle elementari con tutte quelle battaglie di Indipendenza...italiani, francesi , asburgici…...insomma una gran confusione in testa. C’era stata la lezione di Valeria Eboli durante il corso base, è vero, ma Solferino rimaneva sempre laggiù, in fondo alla mia memoria di alunna con grembiule bianco e fiocco blu.

Finito da poco il corso base, incrociai nei corridoi della sede Antonella Petrinelli che, con un sorriso smagliante, raccontava che era appena tornata da Solferino...Ancora Solferino!!!!
E’ stato perciò inevitabile, nel maggio corso, iscriversi immediatamente a Solferino 2018 insieme ad altri volontari che ormai sono diventati amici e non solo compagni di servizio in Croce Rossa.
L’avventura è cominciata sabato mattina di buon’ora: l’allegra compagnia, capitanata dall’ottimo autista Gianluca, si è avviata verso la Lombardia, tra un biscotto, una battuta e la voglia di arrivare: sei adulti in gita, come se fossimo tornati ragazzi.
L’arrivo al campo è stato una piacevole sorpresa: letti invece che brandine, rivendita divise con tutti i gadgets possibili che diceva “comprami comprami”, ma soprattutto tanta gente da tutte le parti d’Italia e non solo.


Prese le torce ci siamo avviati alla fiaccolata, non prima di aver fatto un giro per il campo….
La piazza del ritrovo per la partenza della camminata era gremita di persone di tutte le età che si scatenavano in balli e canti: grazie all’ottima e coinvolgente musica quello che ho visto è stata una “tribù che balla”: immancabile il trenino stile capodanno! Un festa a tutti gli effetti.
Finalmente è iniziata la cerimonia con i saluti delle varie autorità presenti: dai sindaci di Solferino e Castiglione delle Stiviere, dai messaggi ispirati ai sette principi letti in tutte le lingue al saluto del Presidente Francesco Rocca. Impossibile non commuoversi, impossibile non sentirsi parte di una grande comunità che crede in quello che fa con allegria e semplicità ma conscia del proprio ruolo e delle proprie responsabilità.


Accese le torce….si parte, con davanti a noi gli otto chilometri di percorso: per le mie gambe vecchie e malandate un incubo. E invece….e invece è stata un’esperienza molto toccante. Gli applausi degli abitanti del luogo al nostro passaggio, i bambini che ci offrivano le caramelle (proprio nel momento in cui gli zuccheri cominciavano a calare), i cori da stadio, i giardini addobbati a festa in nostro onore, persone di tutti i tipi, età e colori che camminavano insieme….ma….quando è calato il buio e ho visto quel serpentone di migliaia di fiaccole che si snodava attraverso le colline...beh….indescrivibile!!!!! Niente più fatica, fame, sete, niente più dolore alle gambe, solo un’emozione fortissima e gli occhi e l’anima ancora oggi pieni di quelle migliaia di fiammelle accese. Mi sono immaginata cosa deve essere stata la battaglia, il trasporto dei feriti, le grida, gli spari, la paura….e adesso questa fiaccolata che vuol sì ricordare quelle giornate funeste, e non solo quelle purtroppo, ma che vuole in realtà essere un messaggio di speranza, di pace, di testimonianza che credere in un mondo migliore è possibile. Siamo tutti qui per questo.
Ha ragione Rocca, siamo tutti fratelli...e io c’ero!

Alessandra Venturi

 

 

 

 

 

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